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30 anni di SMS, dagli auguri di Natale alla messaggistica istantanea

Il 3 dicembre l’SMS ha compiuto 30 anni. Approfondiamo insieme leggende, storia, curiosità e nuove frontiere di un mezzo di comunicazione che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci.

1. Quel 3 dicembre del 1992, tra storia e leggenda

Il 3 dicembre del 1992 l’ingegnere britannico Neil Papworth inviò il primo SMS da pc a telefono cellulare a un collega, augurandogli “Merry Christmas”, Buon Natale.
L’invio fu possibile sfruttando la rete Vodafone, l’unica all’epoca che poteva vantare questa tecnologia.

A onor del vero o del leggendario, la storia degli SMS ebbe avvio qualche anno prima, nel 1984. La leggenda narra che Matti Makkonen, ingegnere Nokia, conversando con un collega in un locale, ebbe l’idea di combinare brevi messaggi di testo alla tecnologia mobile.

Nel 1985 Friedham Hillebrand, un ingegnere tedesco, stabilì che il numero di caratteri standard per un SMS dovesse essere 160, ovvero la media di caratteri usata per una risposta breve.
Iniziò da lì la progettazione di telefonia mobile in grado di ricevere messaggi di testo, senza, però, poterli inviare. Perché questa scelta? Da un lato perché, allora, l’SMS era considerato uno strumento di avviso al quale non era necessario rispondere, dall’altro perché la tecnologia mobile aveva costi molto elevati e una diffusione più che scarsa.

Nel 1991 vennero ufficialmente codificate da Kevin Holley all’IEE Colloquium gli standard ufficiali dell’SMS ma fu soltanto nel 1993 che uno stagista di Nokia inviò un SMS da cellulare a cellulare in laboratorio, sfruttando la tecnologia TACS. Dovremmo attendere fino al 1995 l’invio del primo SMS per come lo conosciamo adesso, che sfrutta la tecnologia GSM.

2. L’ascesa degli SMS: il prezzo (salato) del successo

Dal lontano 1995 l’avanzata dell’SMS è andata avanti senza sosta, fino al raggiungimento, nel 2008, del picco storico di SMS inviati in un anno nel mondo: ben 4.100 miliardi.

Oltre al costo in gigabyte, il costo economico di una tale mole numerica di invii nella rete è enorme. Se calcolassimo, infatti, gli invii del 2008 con le tariffe attuali, otterremo un costo economico a dir poco salato, più che milionario.

Dato l’attuale crollo della tecnologia degli SMS, sostituiti da chat online, social e sistemi di messaggistica istantanea, la stima economica al 2021 in termine di spesa si attesta a “poco più” di 2 milioni di euro.

3. L’avanzata degli SMS: gli anni 2000, gli anni dell’ascesa

L’uso degli SMS su larga scala esplose negli anni 2000, quando fu possibile inviare messaggi utilizzando reti diverse, non solo quella Vodafone.
A far prosperare la tecnologia di messaggistica concorsero diversi fattori. In primo luogo, i dispositivi cellulari si diffusero a macchia d’olio, complice la forte diminuzione del loro costo.

In secondo luogo, data la diffusione dei cellulari e l’apertura delle reti, tutte le compagnie telefoniche misero in piedi una vera e propria sfida all’offerta più vantaggiosa. Per restare in tema natalizio, ricordiamo tutti le famose offerte del periodo e le gare degli operatori telefonici alla tariffa che comprendesse il maggior numero di SMS da inviare.

Per rendere l’idea della crescita esponenziale degli anni 2000, in quello stesso anno, furono inviati 17 miliardi di SMS, che divennero 4000 nel 2008, complice l’arrivo del primo Iphone nel 2007, quando negli USA, per la prima volta nella storia, i messaggi inviati superarono le telefonate.

Nei primi anni 2000, tuttavia, si assiste al primo passo nella direzione di un progressivo “declino” dell’SMS, con l’avvento

4. Gli SMS scompariranno o si trasformeranno?

L’avvento del primo Iphone nel 2007 segna l’inizio della lenta decrescita nell’uso dell’SMS, facendo registrare, di anno in anno, volumi di invio sempre più bassi.
Basti paragonare i risultati del 2016, anno in cui furono scambiati 6 miliardi e mezzo di SMS, con il 2008, quando ne furono inviati “appena” 4100 miliardi. Quali sono le ragioni di tale decrescita?

La prima motivazione è da rintracciare nell’uscita e nella vera e propria esplosione dell’Iphone, prodotto di punta di Apple. Una vera e propria rivoluzione in termini di portabilità, di user experience, di grafica, di servizi integrati. Un anno, il 2007, che ha segnato una svolta epocale, una rivoluzione di portata tecnologica e sociologica.

La seconda e, probabilmente, più forte motivazione è da rintracciare nel cambiamento delle tecnologie utilizzate per scambiarsi messaggi. Gli anni 2000, infatti, segnano l’avvento di piattaforme come MySpace, padre di Skype, Facebook Messenger e dell’ultimo arrivato WhatsApp.

La messaggistica inizia a sfruttare altri canali, la rete web, accantonando il sistema GSM almeno in termini di attenzione. Una questione di costi, dato che lo scambio di questo tipo di messaggi non comporta spese, se non quelle associate alla navigazione online.

Dire che l’SMS è morto è, tuttavia, una considerazione prematura. Nel mondo sono molte le aree sprovviste di una connessione internet. Basti pensare alle aree meno sviluppate, dove il telefono cellulare viene ancora utilizzato come negli anni 2000, prevalentemente per chiamare e per inviare SMS. In alcuni paesi come USA, Francia e Regno Unito, inoltre, i piani tariffari per gli SMS sono talmente vantaggiosi da registrarne ancora un grandissimo consumo.
Non sappiamo ancora con certezza se l’SMS morirà o cambierà forma. Certo è che ancora, a distanza di 30 anni, rimane ancora uno dei mezzi più utilizzati in tutto il globo per scambiarsi informazioni, soprattutto in ambito B to C. Le grandi aziende, infatti, continuano a utilizzarlo quotidianamente come canale di comunicazione con i propri clienti, inviando sconti, promozioni e link. Un canale ancora molto apprezzato per l’immediatezza, la velocità e la celebrità che lo accompagnano da ben tre decadi. Un declino lento, dunque, ma proprio per questo, probabilmente, non del tutto inesorabile.

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